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Must Have di primavera? Stampe floreali

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Che vi piacciano o no i fiori ed i motivi ad essi dedicati, questa primavera/estate 2014 è decisamente all’insegna del floreale! Se pensate che l’effetto finale sia troppo sdolcinato e romantico, cambierete idea nel momento in cui darete un’occhiata alle tante proposte che si sono viste sulle passerelle internazionali, negli store e soprattutto per strada.

Non si tratta solo di stampe colorate, ma in alcuni casi di vere e proprie opere d’arte, combinazioni di forme e sfumature, giochi di luci ed ombre. Ci sono le tonalità pastello per chi opta per outfit sobri e dal gusto bon ton, ma ci sono anche stampe dai colori più decisi per chi desidera osare con stile e mai passare inosservato. Una felpa con cappuccio abbinata a scarpe derby e blazer floreali come quelle proposte su Shopalike.it dal negozio Penelope47.it sono la risposta a chi cerca un mix di stili e tendenze. Oppure, si potrebbero indossare capi molto essenziali da impreziosire con accessori originali come la pochette con tracolla proposta dallo store Monnier Frères Italia propone che riprende i colori della natura e gli occhiali da sole a goccia di Diecidecimi.it con montatura in tema con il trend del momento.

L’importante è non eccedere: stampe floreali in combinazione con evergreen come il bianco e il nero sono un perfetto compromesso per chi ama questo genere, ma senza eccedere e cadere nel cattivo gusto.


Versace veste Lady Gaga per il suo Tour ArtPop 2014

Il Tour ArtPop 2014 dell’eccentrica e mai uguale a se stessa Lady Gaga è appena cominciato con la sua prima tappa in Florida e già impazzano sul web le prime foto della cantante interamente vestita (o quasi) dall’italianissimo Atelier Versace.

Abiti disegnati e confezionati su misura per la cantante. Dai suoi cambi d’abito è emersa la costante voglia di stupire, entusiasmare, far parlare di se’. A questo trend si è però aggiunta la ricercatezza dei dettagli, l’originalità di tagli e modelli, l’eccellenza sartoriale e la luminosità delle applicazioni che solo un brand come Versace poteva garantire.

Che si inscenasse una piovra gigante o un angelo provocante, l’artista non è mai risultata volgare.

Lady Gaga ha iniziato il suo show con tre canzoni del suo nuovo album, indossando un body con maniche lunghe e collo alto ricamato in oro e argento, con un’abbondante cascata di cristalli Swarovski. Al centro del body, invece, una sfera blu che sporgeva prepotente dal petto ed un paio d’ali dorate che ben si abbinavano alle tonalità dell’outfit.

Il cambio d’abito è arrivato con la nuova canzone “Gipsy“. Un meraviglioso completo bianco due pezzi in stile Atelier Versace: una gonna corta davanti e lunga dietro, abbinata ad un top a manica lunga dalle importanti spalline. Quest’ultimo outfit ha ripreso l’esplosione di luce dei cristalli swarovski dei precedenti articoli da collezione sfoggiati durante la sua performance.

Tuttavia i concerti di Lady Gaga sono famosi anche per le ricche coreografie che la sorreggono e valorizzano. Di conseguenza, anche i ballerini sono stati vestiti dall’Atelier italiano con completi con cappuccio ricamati in Swarovski, gusci di ostrica con perle viola sulle spalle, tute rosa, top bikini di cristalli, short e scaldamuscoli.

Il filo conduttore, nonchè comun denominatore dell’intero concerto è stato perciò il ricorso ad un uso sfrenato ma ben studiato della luce e dello sfarzo dei cristalli.

Per gli appassionati del genere, tante proposte su Shopalike.it relative a scarpe estrose e dal gusto eccentrico, ma allo stesso tempo ricercato e super trendy.

 

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Sarenza.it

Bagheeraboutique.it

 


All you need is low cost

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Una volta, non esistevano parole come globalizzazione dei mercati o delocalizzazione produttiva, ma esistevano solo boutique artigianali, piccole realtà locali che confezionavano abiti su misura e utilizzavano stoffe pregiate e piuttosto costose.

Quei tempi sono passati ed è in corso una rivoluzione del modo di fare shopping. Secondo le logiche dell’economia liberale, i prezzi nascono dall’incontro tra domanda e offerta. Se ci sono molti competitors, perciò, i prezzi tendono ad abbassarsi. Questo è proprio lo scenario a cui stiamo assistendo e di cui molti di noi stanno beneficiando. Nel settore alimentare si diffondono i discount, nelll’ambito tecnologico impazzano le offerte, mentre nel settore di abbigliamento e accessori ci sono due possibili realtà: gli outlet o gli e-commerce. Il caotico ma affascinante mondo del Web offre infinite ispirazioni e soluzioni, consente di comparare articoli e prezzi stando comodamente seduti e permette di fare grandi affari. Il low cost non è sempre sinonimo di scarsa qualità: si può acquistare un capo firmato o pregiato spendendo la metà del previsto. Basta cercare, curiosare, comparare ed il low cost è assicurato.

Oggi il consumatore non deve neanche affannarsi troppo nella ricerca del prodotto ideale al minor prezzo, in quanto esistono piattaforme specializzate nella comparazione dei prezzi, aggregatori di e-commerce e molto altro ancora. Tra queste realtà tecnologicamente avanzate, grande rilevanza riveste Shopalike.it,motore di ricerca per la moda e non solo. Gli utenti possono comprare un gran numerodi articoli e prezzi al fine di trovare er acquistare il prodotto desiderato, mentre ai clienti partner è concesso di esporre o propri assortimenti ed ottenere potenzialmente visualizzazioni e conversioni.

Secondo recenti stime, il Digital Fashion&Design registra un +79%del fatturato nei primi due mesi del 2014. Non siate scettici: all you need is low cost, all you need is online.

Occhiali da Sole, Store Diecidecimi.it

Sneakers, Sciarpa, Cintura, Borsa e orologio, Store Spartoo.it


Denim: che passione!

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Il diretto antenato del Denim è il fustagno genovese, un materiale resistente e di colore blu, comunemente utilizzato nel Cinquecento per confezionare i sacchi per le vele delle navi o coprire le merci nel porto. In Italia, il nome blue-jeans deriva dal termine Blue-de-Genes (Blu di Genova), mentre in Inghilterra la parola Denim deriva dalla città francese di Nimes che si contende l’origine del tessuto con la cittadina piemontese di Chieri.

Inizialmente si presentava come un mix di lino e cotone, mentre si afferma il denim interamente in cotone solo quando quest’ultimo diventa molto diffuso ed economico. Nella seconda metà dell’Ottocento, invece, il mercante di tessuti bavarese Levi Strauss cercò di commercializzare il denim ai minatori della California per farne teli per tende e carri, ma ciò che chiedeva il mercato in quel momento non erano teli ma pantaloni da lavoro resistenti. Proprio per la sua economicità, praticità e resistenza, il denim fu così utilizzato per la produzione e commercializzazione di tute da lavoro. Dopo oltre 150 anni, il jeans è ancora sulla cresta dell’onda grazie al suo spirito trasversale e versatile.

Infatti, le passerelle internazionali lo propongono ogni anno in diversi modelli e tonalità. Il denim viene utilizzato non solo per pantaloni o giacche, ma anche per sneakers, zaini, fermagli per capelli, gilet e molto altro ancora. Proprio quest’ultimo è ormai uno dei capi più trendy e fashion degli ultimi tempi. Basta indossare uno smanicato in denim su una t-shirt, ed un outfit inizialmente semplice e banale diventa improvvisamente l’emblema dello street fashion. Ma non solo… Non ti resta che scegliere i tuoi articoli rigorosamente in denim su Shopalike.it! Di seguito, alcuni suggerimenti…

 

Sneakers in Jeans, Spartoo.it

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Jeans, Spartoo.it

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Cappellino, Cappellishop.it

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Camicia in Jeans, Penelope47.

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Perchè Shopalike.it?

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Perchè essere presenti sul Web? Perchè è il mercato a chiederlo. Se i clienti sono online, anche un business con obiettivi di crescita in termini di fatturato, brand awareness e visibilità internazionale dev’essere presente.

Il processo decisionale del consumatore finale è cambiato: sotto la spinta di un bisogno ancora non ben definito, si procede con la ricerca di informazioni interrogando Google, il quale riesce a dare sapientemente i risultati più pertinenti.

Di conseguenza, il cliente si è evoluto verso un profilo sempre più oculato, informato, attento al rapporto qualità/prezzo, proattivo e digitale.

Tuttavia, un normale sito web o un portale e-commerce non sono sufficienti. Occore anche saper divulgare, comunicare e promuovere la propria presenza online. Quindi, a seconda della strategia di web marketing pianificata, si decide se investire in digital PR, SEO, SEA, SMM o link building e se essere presenti su aggregatori di e-commerce o su comparatori di prezzi.

Di certo, per ottenere grandi numeri in termini di visualizzazioni e conversioni non si può non puntare su Shopalike.it.

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Dal 2009 Visual Meta GmbH opera su una multitudine di piattaforme per lo shopping in tutta Europa, sotto il comune brand di LadenZeile e Shopalike.

Visual Meta lavora con più di 6000 rivenditori online partner collocati in 16 diversi paesi del mondo , tra cui Amazon, Zalando, Esprit e molti altri.

L’azienda conta più di 140 dipendenti, ha sede a Berlino e fa parte di Axel Springer SE, una delle principali società europee di media.

Lo scopo per cui è nata Visual Meta è la creazione di un motore di ricerca per la moda, con la possibilità di fare acquisti online, ma senza fornire stoccaggio e trasporto. Ed oggi è una delle realtà più importanti del settore che dà la possibilità agli utenti di comparare un gran numero di articoli e prezzi al fine di trovare il prodotto desiderato, mentre permette ai clienti partner di esporre i propri assortimenti ed ottenere potenzialmente visualizzazioni e conversioni.

Mai più senza Shopalike.it.


Karl Lagerfeld al supermercato con Chanel

Qual è il posto meno fashion in assoluto? Quello in cui, nell’immaginario comune, è possibile incontrare donne in tuta o con discutibili pinocchietti, mollettone tra i capelli e Crocs ai piedi?

La risposta è ovviamente il supermercato, emblema di ineleganza in cui spesso persino le celebrities sono state paparazzate con capelli arruffati, felpa XXXL color topo e occhiali per nascondere le occhiaie. Questo fino ad oggi. Perché questa mattina Herr Karl Lagerfeld ha trasformato il supermercato nel luogo più fashion in assoluto, ricreandolo fedelmente all’interno del Grand Palais di Parigi per la sfilata di Chanel Autunno/Inverno 2014-2015.

Le modelle, tra cui l’ormai onnipresente Cara Delevingne, hanno sfilato tra scaffali, manifesti ineggianti a sconti e promozioni sui prodotti e prodotti veri e propri, con tanto di logo Chanel impresso su confezioni di fette biscottate, “Coco Flakes”, l’olio vegetale “Cocolza” e tantissimi altri prodotti, dalle bevande al tabasco, dai sacchi della spazzatura agli zerbini.

Nel vedere le foto, incluse quelle delle celebrities tra cui Rihanna e Keira Knightley che si aggirano per gli scaffali nel dopo sfilata con i carrelli, la voglia che assale è quella di fiondarsi allo Chanel Shopping Center più vicino e fare incetta di tutti questi prodotti targati con la doppia C. Durante la sfilata la musica di Rihanna e Lady Gaga era spesso interrotta dagli altoparlanti che annunciavano sconti e, nel finale, l’imminente chiusura del supermarket.

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fonte: Twitter @CHANEL

Ah si, perché c’è stata anche la collezione. Che però, ammettiamolo, passa in secondo piano rispetto alla minuziosa cura dei dettagli con cui il supermercato è stato creato. Per la cronaca, se siete amanti dei cappotti allora questa collezione vi piacerà: perché per le prossime stagioni fredde Chanel propone tanto tweed, giacconi matelassé e colori pastello abbinati a tonalità metalizzate come l’argento. E poi sneakers, fuseaux, borse-cestini della spesa e giacche bouclé. La bellezza di Lagerfeld è la capacità di mantenere sempre i tagli classici rivisitandoli in chiave contemporanea, come a volerci suggerire che il passato è qualcosa di imprescindibile e sempre presente in Chanel, attraverso la figura di Coco.


Au jour le jour: ecco perché ci piacciono

Conclusa la Milano Fashion Week Autunno Inverno 2014/2015, sul web si continua a parlare di un solo brand, che ha catturato l’interesse di Re Giorgio Armani ma anche l’attenzione di moltissime fashion addicted nel mondo.

Parliam0 di Au jour le jour. Dietro a questo marchio dal nome francesizzante ma italiano fino al midollo si celano due giovani che con la moda, almeno fino a ieri, avevano poco a che fare: Mirko Fontana, 33enne laureato in economia aziendale con master in media relations, e Diego Marquez, ingegnere edile di 37 anni, nel 2010 hanno deciso di correre il rischio lasciando il comodo e sicuro posto fisso per inseguire il patinato mondo della moda. Nonostante siano ancora all’inizio della loro carriera possiamo già dirvi che di strada ne faranno parecchia.

In primis perché sono stati scelti da Giorgio Armani per sfilare all’Armani Teatro, in via Bergognone a Milano, celebre per essere il luogo in cui da quattro fashion week lo stilista piacentino dà la possibilità di sfilare a promettenti giovani nomi della moda. Il motivo della scelta è semplice: il vincente duo ha sfruttato i trascorsi “logici” della loro formazione per lanciare il marchio in maniera lucida e strategica, con una forte spinta imprenditoriale dettata dallo studio sul marchio, sul suo posizionamento, sulla distribuzione e sul modo in cui comunicarlo: Au jour le jour è, infatti, un brand che punta molto sui social, con un profilo Facebook, Twitter e Instagram che annovera, tra i molti followers, anche nomi noti della moda e dello show business. E’ stata tutta questa voglia di socialità ad aver convinto Armani, il quale ha motivato la scelta di farli sfilare nel suo teatro con queste parole:

Mi piace il modo in cui i giovani designer, oggi, cercano di affermarsi, usando ogni tipo di canale. Ammiro l’intraprendenza e ho deciso di sostenerla.

Altro motivo per cui scommettiamo su Au jour le jour è lo stile un po’ chic un po’ casual che nasce da ogni collezione: stampe forse già viste ma sempre pop e quindi sempre valide, un uso giocato dei colori e dei tessuti che funziona, uno styling di certo non casuale ma studiato fino all’ultimo dettaglio. Se al mix di cose positive si aggiunge il fatto che il brand produce rigorosamente in Italia, allora non possiamo che ribadire il concetto: il duo di Au jour le jour farà strada, soprattutto se inizierà ad andare oltre alle stampe e ad osare di più.

 

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Da sinistra

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Sanremo 2014: Noemi ft. la gruccia

Poche persone possono permettersi di indossare vestiti attillati. Poche persone possono permettersi di indossare vestiti dai colori improbabili e difficili: se il detto dice “chi di verde si veste della sua beltà si fida”, a meno che non abbiate una carnagione ambrata, come colore è meglio evitare il verde e tutte le sue cinquanta sfumature, dall’oliva allo smeraldo. Se invece avete i capelli rossi, una carnagione funerea e capelli color rossarancione, allora dovreste proprio evitare il rosa pallido/cipria.

Noemi non l’ha capito, e durante la seconda serata di Sanremo ha debuttato sul palco dell’Ariston con un vestito della maison Gattinoni Couture. Presentato ad Altamoda AltaRoma 2014, ammettiamolo, l’abito in passerella faceva la sua figura. Vuoi per il fisico, vuoi per il makeup delicato, vuoi per il normale colore di capelli della modella. Persino quella “collana” che Selvaggia Lucarelli ha giustamente paragonato ad una gruccia sulla passerella aveva il suo perché: perché conosciamo lo sperimentalismo di Guillermo Mariotto e di Gianni De Benedettis, rispettivamente designer Gattinoni e orafo designer di futuroRemoto, ma soprattutto perché in passerella si può vedere di tutto, dalle maschere che coprono integralmente i volti dei modelli di Martin Margiela alle borse hula-hoop di Chanel. Appunto, in passerella: non è che poi per strada andiamo in giro con il volto coperto di cristalli Swarovski e con un cerchio per borsa.

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fonte: Twitter @stanzaselvaggia

A Noemi, o meglio alla sua stylist, questo semplice ma fondamentale concetto è sfuggito: ecco quindi la cantante lanciarsi nell’interpretazione delle due canzoni scatenando nello spettatore una vera emozione. Non tanto dovuta alla sua indiscutibile ugola d’oro quanto al mix di colori che cozzavano tra loro. Non contenta, ci riprova nella terza serata, con un abito ancora firmato Gattinoni, stavolta nero. Ma ha sbagliato ancora una volta, perché l’abito in questione ha delle linee verticali altezza fianchi. E le linee verticali, per dare l’effetto tanto desiderato, devono stare all’altezza giusta. La canzone comunque merita, Noemi in generale ci piace, speriamo in una sua vittoria.

Nel caso abbiate perso l’abito:

Lo so, non siamo architetti né ingegneri, ma anche nella moda è tutta una questione di proporzioni. Prima noi donne lo capiamo, meglio è.


Pharrell e i jeans di plastica G-Star

Il poliedrico Pharrell Williams non se ne lascia scappare una. Il cantante americano, ultimamente tornato all’onore della cronaca musicale per la collaborazione con i Daft Punk in “Get Lucky”, con Robin Thicke in “Vlurred Lines” e per il brano “Happy”, colonna sonora di Cattivissimo me 2, ha presentato alla Settimana della Moda newyorkese una nuova collaborazione: quella con il brand G-Star Raw.

Che Pharrell fosse un amante del mondo della moda era chiaro già da tempo: da co-creatore di due linee di moda quali Billionaire Boys Club e Ice Cream Footwear a icona di stile, che sul red carpet ama stupire, come ai Grammy Awards di quest’anno, dove ha sfoggiato un cappello da renger in versione oversize firmato Vivienne Westwood che ha da subito scatenato l’ironia della rete. Tutti a chiedersi “What’s Under Pharrell’s Hat?”, e la risposta non è tardata ad arrivare.

Ora Pharrell sembra aver scoperto la sua vena ambientalista. Scopo dell’operazione “RAW for the Oceans“, infatti, è creare una nuova tipologia di denim dalla plastica dispersa nel mare. Questo innovativo programma di salvaguardia delle acque vede l’entrata in campo di Bionic Yarn, label di abbigliamento ecosostenibile che dal 2009 è entrata nelle grazie di Pharrell. Negli spazi del Museo Americano di Storia Naturale il cantante ha esposto la filosofia e gli intenti del progetto in una clip formato cartoon, che mostra come sia possibile ottenere il tessuto denim dalla plastica che si trova negli oceani, soprattutto lungo le coste del Pacifico. La collezione realizzata con materiali riciclati recuperati dagli oceani sarà nei negozi dall’agosto 2014 e la collaborazione sembra volersi estendere anche nei prossimi anni. Oltre alle collezioni stagionali congiunte, G-Star integrerà il materiale Bionic Yarn nelle linee di prodotti esistenti.

In definitiva grazie a Pharrell possiamo stare tranquilli e tirare un sospiro di sollievo: Ariel la Sirenetta potrà continuare a cantare insieme ai pesci “In fondo al mar” senza rischiare di morire soffocata da una busta di plastica e noi comuni mortali, durante le nostre vacanze al mare, non rischieremo più di scambiare la stessa busta di plastica per una terrificante medusa.

 


Breve riflessione sugli outfit da sfilata

La New York Fashion Week è iniziata ieri all’insegna dei problemi  logistici. Sembra infatti che buyers e fashion editor siano costretti a correre da una parte all’altra della città per assistere alle 69 sfilate ufficiali, sparse tra Manhattan, Wall Street, Brooklyn, Chelsea e Tribeca. E se chi non vuole perdere la passerella di Alexander Wang è costretto ad attraversare l’East River, la domanda che sorge spontanea è come faranno le famose facce da front row che non hanno la fortuna di avere a disposizione un autista personale a farsi fotografare dagli street photographers che, fuori dalle sfilate, aspettano di immortalare l’outfit perfetto dell’ultima fashion blogger.

Spostarsi con i mezzi pubblici è evidentemente l’unica soluzione per studenti di fashion design, aspiranti it-girls, sedicenti editors di semi-sconosciute riviste di settore, semplici curiosi che sperano di vedere da vicino le celebrities. Considerando che, quando si va alle sfilate, la regola d’oro è “vestirsi anche male basta che sia strano abbastanza da attirare l’attenzione”, il nostro pensiero và a quel numero infinito di donne che avranno la malaugurata idea di indossare tacchi a spillo di 15 centimetri e con i quali saranno costrette a prendere autobus, scendere in metropolitana e correre per la strada per non perdere i flash che precedono la sfilata di Victoria Beckham o Carolina Herrera.

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Capospalla Wunderkind

Giacca Comme Des Garçons

Soprabito Vionnet

Ma qual è l’outfit perfetto da indossare quando si ha la fortuna di ricevere il tanto agognato invito per una sfilata? Non necessariamente tacchi, non necessariamente un vestito, non necessariamente qualcosa di firmato. La cosa fondamentale (e chi scrive parla per esperienza personale) è indossare qualcosa che sia espressione di quel buon gusto che in genere è innato in chiunque ami la moda e la consideri una forma d’arte. L’eleganza, infatti, può essere eccentrica ma non dev’essere ridicola. Perciò se siete amanti dei colori in occasione delle fashion week optate per quelli fluo, mentre se siete più dark e il vostro guardaroba contempla solo capi neri, forse è il caso di aggiungere del bianco, perché il black&white è sempre chic, persino nel caso di un pigiama. Altro consiglio è quello di sbizzarrirsi con i cappelli, perché danno decisamente il tocco in più ad un outfit.

Se si tengono a mente queste semplici dritte dettate dalla logica e si segue la massima, tanto banale quanto vera, di “essere sé stesse”, allora non resta che aprire l’armadio e scegliere ciò che si vuole indossare. Se invece volete solo colpire perché siete vestite male, potete sempre prendere spunto da Anna Dello Russo, tenendo però a mente che se quando arriva alle sfilate l’attenzione è tutta per lei, non è perché è vestita bene, ma perché LEI è Anna Dello Russo.